Che cos'è una Doula?




foto doule

La doula è una figura professionale

che si occupa del sostegno emotivo e del benessere della donna e della famiglia dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino. È una donna che – forte della sua esperienza personale e della sua formazione – offre un sostegno su misura, intimo e confidenziale, nel pieno rispetto delle scelte delle persone che assiste. Offre ascolto, informazioni, orientamento e accudimento pratico.
Un buon modo di definire l’attività della doula è che “fa da madre alla madre”.

La doula è una facilitatrice

della migliore esperienza di maternità e paternità. Può aiutarti a essere protagonista delle tue scelte, ed essere più consapevole di quello che desideri e di come ottenerlo.

Una doula crea una rete

sociale e professionale intorno alla donna e alla nuova famiglia, collaborando con i professionisti del settore e con i servizi già presenti sul territorio.

Ma soprattutto… secondo la nostra filosofia, è il cliente che definisce il nostro ruolo, a partire dalle sue esigenze! Il lavoro di una doula sarà diverso se ha di fronte una donna alla prima gravidanza che ha bisogno di conforto e rassicurazioni sulle sue capacità materne, rispetto ad una donna che ha già due figli, e ha bisogno di un aiuto più centrato sull’organizzazione domestica.

Noi ascoltiamo le vostre richieste!

Cosa può fare una doula per te?

1) In gravidanza è un punto di riferimento.

Ti ascolta e ti sostiene emotivamente nelle decisioni da prendere, e nelle piccole e grandi crisi. Costruisce una relazione empatica e di fiducia, che faccia sentire tutti i protagonisti dell'evento nascita a proprio agio. Ti aiuta a cercare informazioni basate su evidenze scientifiche (tutto quello che hai sempre desiderato sapere ma non hai mai osato chiedere!) può aiutarti nella compilazione di un birth plan e aiutarti a discuterne con il tuo partner, può informarti sulle domande del consenso informato e su come comunicare con il personale sanitario per sostenere le tue richieste. Può rivedere con te e aiutarti a personalizzare la preparazione al parto che hai seguito con un’ostetrica. Non sostituisce la psicoprofilassi ostetrica ma ne è il complemento. Può accompagnarti alle visite ginecologiche, o agli esami significativi come l’amniocentesi. Può aiutarti con i figli maggiori negli ultimi mesi di gravidanza e pianificare e organizzare con te il rientro a casa quando ci sono figli più grandi.

2) Durante il travaglio e il parto può sostenere la coppia emotivamente e fisicamente, sia in ospedale che a domicilio con la presenza di un’ostetrica.

E’ una presenza continuativa con cui avete stabilito una relazione intima e confidenziale. Vi incoraggia, rassicura, conforta. Può ricordarvi i vostri obiettivi e come raggiungerli. Evidenze scientifiche dimostrano che con la presenza di una doula, i papà partecipano più attivamente! Si preoccupa anche dei bisogni dei papà: nei travagli prolungati, può “dare il cambio” al partner perché possa riposarsi, mangiare, bere, andare in bagno. Si prende cura dei bisogni fisici della madre, come bere, mangiare, svuotare la vescica, la incoraggia a mantenere una posizione verticale ed essere attiva e protagonista del proprio parto. Il parto è un momento in cui una donna tocca i confini delle proprie possibilità e li oltrepassa!
Una doula vi ricorda la vostra forza e le vostre capacità. A partire dalla sua personale esperienza e dai desideri della donna, una doula può fare massaggi specifici, alleggerire l'atmosfera con humour, proteggere la sacralità, l'intimità e la sensualità del parto, giocare con la donna senza interferire con il lavoro del travaglio, aiutare a rendere il parto una gioia ed una festa. Come dice la famosa ostetrica americana Pam England: “Non partorite senza una doula!”

3) Dopo la nascita aiuta ad elaborare l'esperienza del parto.

Può aiutare per il trasferimento dall'ospedale a casa e a "riorganizzarsi la vita" dopo la nascita del bambino. I ritmi sonno-veglia vengono spesso stravolti dal nuovo/a arrivato/a, una doula può aiutare la coppia a trovare una propria dimensione nel cambiamento. Può essere un punto di riferimento e un aiuto concreto per il puerperio (primi quaranta giorni) come anche per tutto il primo anno di vita del bambino. Sostiene e incoraggia la madre nell'allattamento al seno, nel rispetto delle sue scelte, può indirizzare una madre ai professionisti competenti in caso di problemi che esulano dalle sue competenze. Ha cura della neonata relazione madre-bambino e della nuova coppia genitoriale. Ascolta i problemi organizzativi e relazionali della nuova famiglia. Sostiene la coppia nel sentirsi competente e capace nel risolvere i problemi di accudimento. Si può occupare anche della casa, di fare la spesa, accompagnare a scuola i bambini più grandi, prepara i cibi preferiti ed in generale si occupa di tutto quello che può risultare utile e alleviare la fatica dei genitori.

Cosa non fa una doula.

Una doula non prende decisioni al tuo posto. Può orientarti e aiutarti a fare la scelta giusta per te, in base alla sua esperienza e formazione, ma la responsabilità della scelta rimane della cliente. La doula non dà consigli, aiuta i suoi clienti a trovare in se stessi le risorse necessarie. La doula non compie interventi medici, né sanitari, non diagnostica condizioni mediche, non scoraggia la donna dalle proprie scelte, anche quando queste prevedono l'assunzione di farmaci. Non si mette al posto del partner della donna, né di altri membri della famiglia: il loro ruolo è complementare. Non è un’ostetrica, collabora con le ostetriche nel pieno rispetto delle reciproche competenze. Non esegue compiti clinici, come verificare il battito fetale o fare esami vaginali. Non assiste parti non assistiti. Non argomenta direttamente con lo staff medico in tuo favore. È una tua responsabilità informare lo staff medico delle tue decisioni. Una doula può, comunque, assisterti ponendoti le domande appropriate.

Doule speciali per situazioni speciali.

- Doula per gemelli.
- Doula dopo cesareo e per un vbac.
- Doula per lutti perinatali: sostegno all'aborto spontaneo, accompagnamento all’aborto volontario, aborto terapeutico, ascolto sostegno, orientamento.
- Doula arcobaleno, per famiglie arcobaleno.
- Doula per famiglie adottive.
- Doula per situazioni di disabilità.

La Doula


Si occupa possibilmente in maniera continuativa del benessere della donna che diventa madre

L'Ostetrica


Si occupa della salute della donna che diventa madre.

La Puericultrice


Si occupa del benessere del bambino che nasce

L'Educatrice perinatale


Informa e trasmette alla mamma precise modalità di accudimento del bambino con un approccio educativo

Il Ginecologo


Si occupa della salute dell'apparato genitale della donna

Il Pediatra


Si occupa dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili.

Il termine doula viene dal greco antico ed era l'appellativo dato alle “schiave di famiglia” delle donne greche.

Si occupavano di tutto ciò che riguardava l’assistenza personale e familiare, ed erano particolarmente importanti durante il parto, dove avevano funzioni che oggi chiameremmo di “supporto emotivo” e di mediazione religiosa. Erano infatti le “professioniste del sacro” sulla scena del parto, come dimostra la storia di Galati, doula di Alcmena durante la nascita di Eracle. Nell’antica Grecia il concetto di famiglia era molto diverso dal nostro. Le doule erano, come segnala l’equivalente latino, delle “famule”, ovvero facenti parte della “famiglia estesa” delle cittadine greche. In tal senso le doule erano lavoratrici professioniste e persone di famiglia allo stesso tempo.

Marshall H, Klaus, neonatologo di fama mondiale, sua moglie Phyllis, psicoterapeuta, e John Kennell, professore in pediatria, sono stati i primi a “riutilizzare” il termine doula per indicare proprio l’attività di supporto continuativo offerto da una donna attenta ed esperta durante la gravidanza, il parto e il dopoparto. Raccontano di essersi ispirati all’uso che Dana Raphael fa della parola doula nel suo libro “The tender gift”: infatti descrive la doula come “Uno o più individui, spesso di sesso femminile, che danno incoraggiamento psicologico e assistenza alle donne che hanno appena partorito”.

Mentre a Marshall e ai suoi compagni di lavoro si deve l’uso più ampio del termine come “labor companion” che fornisce alla donna e al suo partner supporto sia emozionale che fisico durante tutto il travaglio e il parto e in una qualche misura anche dopo. Dopo un attento esame della letteratura antropologica sull’argomento, hanno anche osservato che su 128 culture non industrializzate, tutte tranne una, offriva alle donne che partorivano questo tipo di supporto continuativo: queste donne non si discostavano “a più di un passo” dalle partorienti. La loro vicinanza fisica ed emotiva continua era uno degli ingredienti ritenuti indispensabili per la buona riuscita di un parto.

I dati che abbiamo a disposizione arrivano prevalentemente dal mondo anglosassone, dove già da diversi decenni la doula opera ed è conosciuta. In Italia non è ancora stato fatto uno studio randomizzato sull’efficacia della presenza della doula per accompagnare emotivamente il travaglio o il puerperio. I dati inglesi e americani sono tuttavia entusiasmanti! Nel leggere i risultati bisogna tenere conto di alcuni fattori: le donne che hanno partecipato a questi studi non hano potuto conoscere o scegliere la doula prima del parto. Se la presenza di una doula migliora l’esperienza del parto, potete immaginarvi quale miglioramento ci potrebbe essere se fosse possibile conoscere e stringere una relazione significativa con una doula già dalla gravidanza. I diversi studi hanno rispettato le seguenti linee generali: Sono state incluse solo le madri fisicamente sane. Non sono state considerate le pazienti ad alto rischio. Studi randomizzati: alle donne che hanno partecipato è stato chiesto se volevano o meno una doula durante il travaglio e a seconda della risposta sono state incluse nel “gruppo doula” o nel “gruppo no doula”. La doula poteva essere presente solo durante il parto, offrire sostegno emotivo continuativo, orientamento e informazioni durante il parto ma non dopo il parto. Bisogna anche considerare il fatto che, per quanto riguarda gli studi americani, nelle sale parto non ci sono ostetriche ma solo infermiere specializzate.

Il gruppo di ricerca guidato dalla dott.ssa Nancy P. Gordon della Kaiser Permanent division of research ha scoperto che le donne riportano di avere avuto una buona esperienza di parto in percentuale maggiore se hanno avuto una doula al loro fianco:
Con una doula 82,5%
Senza una doula 67,4%

Sentono di avere reagito efficacemente durante il travaglio:
Con una doula 46,8%
Senza una doula 28,3%

Sentono che l’esperienza del parto ha avuto un effetto positivo sul loro essere donne:
Con una doula 58.0%
Senza una doula 43.7%

Hanno sentito la forza dei loro corpi
Con una doula 58%
Senza una doula 41%

Gli studi della dott.ssa Lourdes Campero, concordando con quelli della dott.ssa Gordon, danno una buona idea di come la presenza di una doula possa migliorare e facilitare una positiva esperienza di parto. In questo studio, è stato chiesto alle donne di esprimere come hanno sentito di essere state trattate dallo staff medico, come hanno percepito le spiegazioni da parte dei medici e gli interventi di routine, come hanno percepito il travaglio e loro stesse durante il parto, e come si sono sentite ad avere una doula accanto (queste donne non avevano altri accompagnatori, né il marito né amici o altri membri della famiglia). Le donne che non avevano avuto una doula si sentivano meno libere di esprimersi riguardo a come erano state trattate dallo staff medico. Mentre la maggior parte ha detto di avere avuto poche o nessuna comunicazione con lo staff medico, tutte riportavano di sentirsi “grate” per le cure ricevute. Invece le donne che avevano avuto una doula, erano molto dirette nell’esprimere cosa sentivano, sia che fosse rabbia o gratitudine. Questi estremi, sottolinea la dott.ssa Campero, dimostrano come la presenza di una doula renda alle donne più facile esprimersi, e dia loro l’idea di avere dei diritti. Le donne che avevano avuto una doula hanno trovato maggiore facilità nel fare domande allo staff medico anche quando essi erano occupati. E quando non era possibile ricevere risposte dallo staff medico, le donne esprimevano le loro paure e le loro domande alle doule. Il gruppo che non aveva ricevuto il sostegno di una doula faceva poche domande e riceveva un maggior numero di risposte del tipo: “non c’è nulla di cui preoccuparsi”.

Durante il travaglio, le donne del gruppo senza una doula hanno perso più facilmente la nozione del tempo e non sapevano a che punto erano del travaglio e se erano più o meno vicine al parto. Le donne con una doula invece erano consapevoli delle varie fasi del travaglio e quanto erano vicine a partorire. La differenza più importante riguardava senz’altro l’attitudine che queste donne avevano nei confronti di se stesse. Le donne con una doula sentivano di avere svolto un duro lavoro e di essersi impegnate a fondo, avevano un’alta autostima, e sentivano di avere mantenuto il controllo di sé durante il parto. Al contrario le donne senza una doula sentivano di essere state spettatrici passive nel loro parto. Vedevano le fasi del travaglio come una sequenza di interventi medici, e davano tutto il merito della nascita tutto ai medici. La presenza di una doula può anche evitare alle donne il ricorso a farmaci e all’analgesia farmacologia tranne nei casi di reale necessità. Le donne fanno di tutto durante la gravidanza per evitare di prendere farmaci e cercare alternative più sicure e naturali, durante il parto tutto questo viene improvvisamente dimenticato a favore di pratiche che aumentano i rischi e gli effetti collaterali. Comparando gli studi che hanno svolto i team di ricerca guidati da Kennell, Hodnett e Gordon potete osservare le seguenti differenze: Percentuali di donne che hanno fatto ricorso a terapie farmacologiche del dolore o altre forme di analgesia farmacologia durante il travaglio:

Kennell e altri
Con una Doula 7,8%
Senza una Doula 55,3%

Hodnett e altri
Con una Doula 61,0%
Senza una Doula 82,0%

Gordon e altri
Con una Doula 54,3%
Senza una Doula 66,1%

La presenza di una doula può influire anche sul bonding, l’instaurarsi di una forte relazione madre-figlio e sull’allattamento prolungato.
Secondo delle ricerche svolte in Sud Africa dall’equipe dei dottori Hofmeyr, Nikodem, Wolman, Chalmers, e Kramer, le donne che hanno avuto il supporto di una doula hanno maggiori probabilità di realizzare un allattamento esclusivo al seno a sei settimane dopo il parto e di allattare a richiesta. È importante menzionare che in questi studi la doula non ha fornito cure in puerperio o nel postpartum, né informazioni specifiche sull’allattamento. Solo il supporto emotivo durante il travaglio ha aumentato le possibilità di successo nell’allattamento.
Risultati a sei settimane dopo il parto:

Allattamento esclusivo al seno
Con una Doula 51,4%
Senza una Doula 29,3%

Ha avuto problemi di allattamenti
Con una Doula 17,6%
Senza una Doula 53,3%

Allattamento a richiesta senza orari
Con una Doula 81,1%
Senza una Doula 46,7%

Una ricerca meta-analitica condotta su diversi studi statistici condotta dai ricercatori Scott, Berkowitz, e Klaus nel 1999 in California riportato nel American Journal of Obstetrics and Gynecology 180, No 5 (1999) 1054-1059 ha evidenziato questi fondamentali risultati:

La presenza di una doula è efficace nel:

ridurre l’uso di analgesia farmacologia nel 36% dei casi
ridurre la percentuale di cesarei del 51%
ridurre l’uso dell’ossitocina del 71%
Ridurre la durata del travaglio in media di un ora e 38 minuti.

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