IL LAVORO DELLA DOULA

La mia doula è una matrioska

La mia doula è una matrioska,
contiene tante storie,
tante donne, tante età
e tante consapevolezze.

C´è un dentro e c´è un fuori.
un femminile che non è una winx…

E’ uno stare,
ferma.
Non ha braccia né gambe
perché non deve fare. Sta.
E io devo imparare a non fare.

Ogni donna della matrioska ha una sua storia.
la più esterna è un po´ anziana,
acciaccata dal tempo, scolorita.
E’ anche quella che ha più dettagli,
più particolari,
più esperienza.

Ha un taglio sulla pancia,
da cui escono altre donne
con altri tagli sulla pancia.
Rimetterla a posto,
allineare la cicatrice, è difficile,
fa un rumore sinistro.

Ma l’ultima, contenuta da tutte,
è integra. E’ Seme.
E’ ciò che vorrei germogliasse
nella nostra cultura.

Una Donna, una Bambina, una Nascita.
Accompagnata, Rispettata, Sostenuta
da un sapere condiviso, di tutti.

(Ilaria alla Scuola delle Doule – Trieste 2014)


Al centro delle nostre pratiche di doula c’è la mamma, la sua soggettività, la sua storia, le sue percezioni e visioni.

Doula significa far da madre alla madre, essere al suo servizio.

La doula impara a dare corpo a ciò che appartiene spontaneamente alle mamme, che se reso libero le fa agire in un modo più autentico e forte.

Se le madri si potessero muovere a partire dalle loro sapienze, il mondo troverebbe appoggio su una cultura materna prospera e creativa, ampia e robusta.

La doula sostiene il sentire di una mamma, parla una lingua materna e chiede, prima di aiutare.

La doula crea quelle condizioni che permettono alle madri di sentirsi sicure nell’accudimento del proprio, di sentirsi serene nelle loro scelte.

Le doule si mettono dove c’è uno spazio vuoto, uno spazio di bisogno.

La doula è presente, semplicemente sta!

Quello stare con umiltà e senza tecnica rende più facile alle mamme fidarsi di se stesse e accudire i figli con spontaneità.